Uno che gioca
in coda alla posta.
Glorivante non è una redazione. È una persona sola, un telefono in tasca e una fissa per gli arcade che nessuno cita.
Mi chiamo Ruben Castaldi, ho trentaquattro anni e abito in Bolognina, a Bologna, a due passi dal mercato di via Albani. Di mestiere sistemista, ma da sempre il telefono è pieno di giochini strani più che di app utili.
Glorivante è nato nell'autunno del 2022 quasi per caso. In un gruppo Telegram del quartiere ci scambiavamo screenshot di arcade assurdi trovati negli store — roba da due sviluppatori in tutto, spesso senza nemmeno una pagina decente. A un certo punto qualcuno ha detto "raccoglile da qualche parte", e ho aperto questa guida. Niente di più.
Da allora la regola è una: se un gioco non me lo sono giocato davvero, qui non ci finisce. Provo tutto su due dispositivi — un Pixel un po' datato e un vecchio iPhone SE — perché quello che gira liscio sul telefono nuovo a volte scatta su quelli che ha davvero la gente. Scrivo le schede la sera, di solito la domenica.
Cosa cerco in un gioco
Mi piacciono gli arcade che partono in dieci secondi e finiscono in cinque minuti. Quelli che puoi aprire mentre aspetti il tram 27, fare una partita e chiudere senza sentirti in colpa. Reflex, ritmo, una meccanica sola fatta bene. Diffido dei giochi che ti chiedono soldi ogni due schermate.
Una cosa che non faccio
Non seguo le uscite AAA e non provo a essere veloce. Aggiorno circa una volta al mese, e a volte salto un mese intero perché non ho trovato niente che valesse la pena. Se cerchi la recensione del giorno dell'ultimo blockbuster, questo non è il posto: qui si va piano e si scava nella nicchia. È un limite, e preferisco dirtelo subito.